No a misure inaccettabili. Ancora in piazza per sopravvivere

Pubblicato da Arci Bassa Val di Cecina il

Continua la mobilitazione Arci per chiedere al Governo di cancellare l’art. 108 della legge di Bilancio e non lasciar morire i nostri circoli. Venerdì 18 dicembre, in occasione della discussione parlamentare sulla manovra, torneremo in piazza e in diretta social per far sentire le nostre ragioni.
I Circoli Arci sono stati chiusi a fine ottobre per le misure anti Covid dell’ultimo Dpcm e molti da marzo non hanno ancora riaperto. Sospese decine di migliaia di iniziative formative, culturali, extrascolastiche e artistiche. Chiusi i palchi, le scuole e i bar sociali senza nessuna prospettiva concreta o una presunta data di ripresa di tutte le attività.

Una situazione drammatica nella quale i Circoli stanno dimostrando, anche durante questa seconda ondata, grande tenacia e determinazione, fortificando la rete solidale, le iniziative dei volontari e portando concreto supporto a chi più sta subendo la crisi economica, scaturita o accentuata dall’emergenza sanitaria.

Ribadiamo la nostra consapevolezza nel riconoscere la gravità della situazione epidemiologica e la priorità nell’agire per contrastare i preoccupanti ed ancora troppo elevati dati di diffusione del virus, ma non possiamo tacere il nostro disappunto per delle misure inaccettabili che il governo continua ad attuare nei confronti del mondo dell’associazionismo, dello spettacolo, della libera diffusione della cultura, dello scambio responsabile di socialità che avviene nei nostri spazi, lasciando invece aperti gli esercizi commerciali. Una disparità di trattamento incomprensibile.

A tutto questo si è aggiunta la grande preoccupazione per la possibile approvazione dell’art. 108 contenuto nella  legge di Bilancio, che provocherebbe  la necessità di assoggettamento  al regime commerciale da parte di tanta parte delle  associazioni e mettendo in ulteriore difficoltà il mondo dell’associazionismo di promozione sociale e culturale, intaccando le sue forme di autofinanziamento. Se non verrà cancellato l’art. 108 migliaia di esperienze associative non ce la faranno a rialzarsi, non riapriranno nemmeno una volta superata l’emergenza della pandemia. Sarebbe un colpo insopportabile non solo per l’Arci e l’associazionismo no profit ma per le drammatiche ricadute sociali che questo provocherebbe.

Per tutte queste ragioni saremo in piazza del Pantheon, a Roma, venerdì 18 dicembre, dalle ore 11.00 alle ore 13.00, con la Presidente nazionale Arci Francesca Chiavacci, e in diretta social, dalle 16.00 alle 18.00 sulla pagina Facebook di Arci nazionale, con collegamenti dai  Circoli in tutta Italia, per ribadire le nostre richieste:
– abrogazione dell’art. 108 della manovra;

– interventi di ristoro immediato;

– impegni chiari sulle riaperture delle nostre basi associative, in previsione del prossimo Dpcm.


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