Oggi celebriamo la giornata mondiale del rifugiato,un momento per riflettere sulle storie di milioni di persone che hanno dovuto abbandonare tutto: la propria casa,i loro affetti,la propria terra.

Persone che non hanno scelto di partire ma che sono state costrette a farlo per salvare la propria vita, dietro ogni statistica c’è un volto, un nome una storia, c’è una madre che ha attraversato il deserto con i suoi bambini,un giovane studente che ha visto interrompere i suoi sogni e l’anziano che ha lasciato i ricordi di una vita intera.

Ma questa giornata è anche una celebrazione di speranza e resilienza: tra i rifugiati ci sono medici, insegnanti, imprenditori che nonostante tutto continuano a sognare e costruire dando il loro contributo alle comunità che li accolgono,oggi più che mai con oltre 100 milioni di persone nel mondo costrette alla fuga abbiamo il dovere di ricordare che l’accoglienza non è solo un atto di generosità ma un principio di umanità. Perché chiunque di noi in circostanze diverse può trovarsi a bussare ad una porta straniera in cerca di protezione.

IL 20 giugno ci ricorda che la solidarietà non ha confini e che ogni rifugiato merita dignità, rispetto e una nuova opportunità.