ENNESIMO ATTO DI VILE OMOFOBIA: DISTRUTTO IL TAVOLO ARCOBALENO A ROSIGNANO SOLVAY

Con profonda rabbia denunciamo il vile atto vandalico compiuto contro il Tavolo Arcobaleno di Rosignano Solvay, simbolo di inclusione e rispetto inaugurato lo scorso 17 maggio 2025 in occasione della Giornata Mondiale contro l’Omolesbotransbifobia realizzato dal Circolo ARCI “Le Pescine”.

Il grave danneggiamento di questo importante simbolo rappresenta non solo un attacco gratuito al patrimonio pubblico, ma soprattutto un atto di pura violenza contro la comunità LGBTQIA+ e contro tutti i valori di civiltà, rispetto e convivenza democratica che dovrebbero caratterizzare una società moderna.

Questo episodio non può essere considerato un caso isolato. È il frutto avvelenato di una campagna sistematica di odio e discriminazione portata avanti dal governo nazionale, che ha reso l’Italia fanalino di coda in Europa per i diritti civili e la tutela delle minoranze.

Le politiche regressive dell’attuale governo hanno creato un clima di impunità e legittimazione della violenza contro le persone LGBTQIA+:

  • Blocco sistematico di ogni proposta legislativa sui diritti civili;
  • Attacchi continui alle famiglie arcobaleno e ai loro figli;
  • Negazione dell’evidenza scientifica sull’identità di genere;
  • Taglio dei fondi alle associazioni che si occupano di contrasto alle discriminazioni;
  • Retorica dell’odio istituzionalizzata che alimenta episodi come quello di Rosignano e Cecina.

Quando le istituzioni nazionali normalizzano la discriminazione, non ci si può stupire se nei territori proliferano atti di vandalismo e violenza contro i simboli dell’inclusione.

Gli episodi di Rosignano e Cecina si inseriscono in un preoccupante trend di escalation nell’intera area della Bassa Val di Cecina. Questo territorio, storicamente caratterizzato da solidarietà e accoglienza, sta subendo una deriva pericolosa.

La responsabilità non è solo di chi materialmente compie questi atti, ma anche di chi sceglie l’indifferenza, di chi volta lo sguardo dall’altra parte, di chi con il proprio silenzio diventa complice di questa barbarie.

Non ci fermeranno. Ogni atto di violenza contro i nostri simboli, i nostri diritti, la nostra dignità non farà altro che rafforzare la nostra determinazione.

Il tavolo di Rosignano e la targa della panchina di Cecina potranno essere distrutte, ma l’arcobaleno che rappresentiamo non potrà mai essere cancellato.

Siamo qui, esistiamo, e continueremo a esistere nonostante tutto e tutt*.

La nostra risposta sarà:

  • Ricostruire quel tavolo e moltiplicarlo in ogni angolo del territorio;
  • Reinstallazione della targa sulla panchina arcobaleno di Cecina;
  • Presidiare ogni spazio pubblico con la nostra presenza fiera e dignitosa;
  • Denunciare senza sosta ogni atto di discriminazione alle autorità competenti;
  • Educare le nuove generazioni ai valori dell’inclusione e del rispetto;
  • Resistere con tutti i mezzi democratici a disposizione.

A chi pensa di intimorirci diciamo: avete fallito. Ogni vostro attacco non fa che alimentare la fiamma della nostra resistenza.

Alla comunità LGBTQIA+ della Bassa Val di Cecina diciamo: non sei sola.

La solidarietà è più forte dell’odio, l’amore più potente della violenza. La lotta per i diritti civili e la dignità umana continua. Insieme, fino alla vittoria.