Ancora una volta il ministro Piantedosi tenta di imporre alla Toscana un Centro di Permanenza per il Rimpatrio, questa volta nel comune di Aulla. Una mossa che respingiamo con decisione, senza esitazioni e senza ambiguità.
Già più di un anno fa ARCI, insieme a decine di associazioni toscane e nazionali, aveva detto un netto NO a questa follia: un progetto inumano, inutile e contrario a qualsiasi principio di giustizia.
I CPR non sono luoghi di accoglienza, ma gabbie di disperazione, dove i diritti vengono sospesi e la dignità calpestata. Ovunque siano stati aperti, hanno mostrato solo inefficienza, abusi e fallimenti.
Riproporli oggi in Toscana significa non solo ignorare la storia e i valori di questa regione, ma anche alimentare una narrativa tossica che criminalizza la povertà e trasforma le persone migranti in bersagli politici.
La Toscana è, e deve restare, una terra di accoglienza, solidarietà e civiltà. Una regione che ha costruito la propria identità sulla prossimità, sui diritti, sulla convivenza.
Chiediamo al Presidente della Regione di ribadire con forza la sua contrarietà: nessun CPR, da nessuna parte, per nessun motivo. La nostra regione non ha bisogno di lager travestiti da strutture amministrative, ma di politiche migratorie serie, responsabili e umane, che offrano percorsi di inclusione reale.
Basta propaganda sulla pelle dei più deboli.
Basta con la paura usata come strumento di consenso.
La sicurezza non nasce dall’esclusione, ma dai diritti, dalla giustizia e dall’uguaglianza.
E su questo, la Toscana non farà un passo indietro.