La pace non è un simbolo da scegliere, ma un valore da condividere!

Gentile Presidente del Consiglio Comunale di Cecina,
Gentili Capigruppo del Consiglio Comunale di Cecina,


con questa lettera vogliamo esprimere, come ARCI Bassa Val di Cecina, il nostro profondo disappunto e sdegno per quanto avvenuto in occasione del sit-in di solidarietà al popolo iraniano in Piazza Guerrazzi a Cecina del 16/01/2026.

Abbiamo deciso di partecipare convintamente a quell’iniziativa mossi da un sentimento di solidarietà sincera verso un popolo che vive oggi una drammatica condizione di oppressione, nella convinzione che ogni voce, ogni presenza, ogni simbolo di libertà e di pace rappresenti un contributo importante. La nostra presenza, come sempre, intendeva portare il valore dell’impegno civile, la testimonianza di chi quotidianamente lavora per i diritti, per la giustizia sociale e per la democrazia.

È stato quindi motivo di sconcerto e amarezza capire che in piazza sarebbero state accettate solo le bandiere della pace. Un gesto non solo inopportuno, ma profondamente triste nel contesto di una manifestazione che avrebbe dovuto unire, non dividere.

La nostra associazione non è e non è mai stata un corpo estraneo al territorio di Cecina, né un soggetto politico con logiche di parte. ARCI rappresenta da quasi settant’anni a livello nazionale e da oltre quarant’anni sul nostro territorio una realtà di impegno sociale, culturale e civile fondata su valori universali: libertà, giustizia, antifascismo, partecipazione dal basso, solidarietà e uguaglianza. Valori che non appartengono a una bandiera, ma che la nostra bandiera incarna e rappresenta ogni giorno, insieme ai tremila sociә che ne condividono lo spirito e si riconoscono nel nostro lavoro collettivo.

Essere invitati a “lasciare le nostre bandiere” significa, nei fatti, chiedere di rinunciare alla nostra identità, alla nostra storia e al senso più profondo del nostro agire. È come chiedere di nascondere ciò che siamo, proprio nel momento in cui si manifesta per la libertà di un altro popolo. Si tratta di un gesto che tradisce una concezione ristretta e superficiale della solidarietà, priva di quella apertura e di quel rispetto reciproco che dovrebbero essere la base di ogni iniziativa civile.

È per questo che, di fronte a un tale atteggiamento, abbiamo scelto — con grande dispiacere — di lasciare la piazza. Non per spirito polemico, ma per dignità e coerenza con i principi che ci guidano da sempre. Per noi, la libertà non è un concetto retorico: è un impegno che si esprime anche nel rifiuto di piegarsi a comportamenti che negano il diritto alla rappresentanza e alla partecipazione.

Vorremmo inoltre porre una riflessione sulle modalità con cui è stata organizzata la manifestazione. Se si tratta realmente di un momento di partecipazione civile e comunitaria, non si comprende perché le associazioni, i circoli e le realtà sociali del territorio — che da anni operano concretamente per i diritti umani, la cooperazione internazionale, la promozione della cultura e della pace — non siano state convocate né coinvolte in modo formale. Ce lo chiediamo apertamente e, con amarezza, rileviamo l’assenza di una logica di effettiva condivisione.

Una manifestazione di solidarietà verso il popolo iraniano dovrebbe essere il frutto di un percorso corale, inclusivo, animato da tutte le voci che lavorano quotidianamente per costruire una società più libera e giusta. Escludere o marginalizzare tali realtà non solo impoverisce il senso politico e umano dell’iniziativa, ma rischia di ridurre la solidarietà a un atto di mera rappresentanza istituzionale, svuotato del suo significato più profondo.

Ci auguriamo che episodi di questo genere non si ripetano, e che da questa occasione possa nascere una riflessione più ampia sul rapporto tra le istituzioni locali e il tessuto associativo.

Siamo pronti a un confronto sincero e costruttivo, nella convinzione che solo dal dialogo e dal riconoscimento reciproco possa rinascere quel clima di fiducia e collaborazione di cui la nostra comunità ha fortemente bisogno.

Con rammarico ma con la consueta trasparenza,
porgiamo i nostri più cordiali saluti.

ARCI Bassa Val di Cecina